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Video: Alghero su “Parola di Pollice Verde” del 12/11/2016

In questa puntata di “Parola di Pollice Verde“, andata in onda su Retequattro il 12 novembre 2016, si parla di Alghero.

Nella puntata ci attende una visita di 45 minuti attraverso le bellezze della Riviera del Corallo e le sue eccellenze quali l’olio extra vergine DOP dell’Oleificio San Giuliano ed il vino “Akenta” della Cantina Santa Maria La Palma maturato sul fondo del mare e periodicamente raccolto dai sub del Blue Service Diving Centre.

Immancabile la visita al Parco Regionale di Porto Conte e a uno dei migliori agriturismi della zona, il “Barbagia“.

Vi invitiamo a prenderne visione a questa pagina: Link

Video: Alba delle Janas (teaser)

Alba delle Janas” è il cortometraggio ideato, scritto e sceneggiato da Mariangela Corda e Grazia Serci, con la regia di Daniele Pagella e l’aiuto regia di Riccardo Atzeni.

Prodotto e girato interamente in Sardegna dall’Associazione Culturale Muvis e da Renderingstudio, racconta la storia di Alba, giovane archeologa che entra in contatto con le creature del mondo fantastico delle leggende e dei racconti sardi, compiendo veri e propri viaggi nel tempo e nei luoghi della nostra terra,  accompagnata dalle splendide musiche originali del maestro Matteo Martis.

La forza del progetto è di informare divertendo e di permettere allo spettatore di immergersi in una sorta di “Big Bang” della storia della Sardegna.

Riportiamo di seguito il trailer del progetto, anche disponibile su Youtube.

Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale dell’Associazione MuVis.

Video: “Anthony Bourdain: No Reservations” – Sardinia

Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in Inglese Americano. Per ragioni di convenienza del visitatore, il contenuto è mostrato sotto nella lingua alternativa. Puoi cliccare sul link per cambiare la lingua attiva.

We hope that you enjoy the 45-minute documentary show “Anthony Bourdain: No Reservations” dedicated to the most bizarre Sardinian food. (Episode No. 81 of 14th September 2009).

Sardinia was never, ever considered Italian in the first place, even by Dante who’s widely regarded to be the father of the Italian nation (whatever that means).

Historically, culturally and linguistically speaking, Sardinia was already a “nation” on its own, even if split into four independent kingdoms, with its own culture and language (later languages), long before the concept of a united Italy had to be theorized.

Alas, it didn’t take much time that the indigenous states gradually lost their independence, and Sardinia was forced to endure a long, very long period of foreign occupation, first by the Catalan-Aragonese Crown, followed by the Piedmontese-Italian House of Savoy on 1720, after acquiring the island at the end of the War of Spanish succession. So, no will by the population to join neither Italy, nor the Italian process of  unification, rather some sort of a resignation to the following events.

The Savoyards themselves were not pleased with the acquisition of Sardinia, since they exchanged Sicily for it and, as far as this may sound ridiculous to you, they even tried to sell it, and failing at it, on 1860 (see Giovanni Murgia’s historical papers and research).

However, as confusing as this may seem to you, the Kingdom of Sardinia was a Kingdom seeing Sardinia as basically a colony, again, where to send down bad people (proof of that is the common Italian saying, later popularized, of “ti sbatto in Sardegna”), and to steal some valuable raw materials from, like wood for instance. The real center of the Kingdom was only Piedmont, located in Turin.

Every Sardinian attempt to gain independence failed miserably, so there was little to do about it but to lower one’s head, living under the last (in the West) European feudal regime. In the meanwhile, under Piedmontese rule, every indigenous sign of the cultural heritage, even the language, was literally wiped ouf of existance and, nowadays, very little of it remains (but still stands).

To put it simply, Sardinia was radically italianized, very much like Ireland was anglicized. The rest is known, since we Sardinians had to and keep to share our history with the recently founded Italian state. Apart from a couple of things, among other stuff: Sardinia still has the highest number of jailhouses in Italy, serving to keep most of the mafiosi coming from all of the Italian mainland, and last but not least, over 60% of the Italian and US military installations are located here, just like a European Okinawa (American readers will probably know what group of islands I am referring to, by saying that).

So, it is very nice of your Italian acquaintances to label Sardinia as “one of the most Italian of all the regions in Italy”, especially when you have a fairly reachable place of summer vacation that is now able to speak your language very well.

Pregare in sardo a Biella Oropa

Domenica 2 febbraio 2014, la Comunità sarda di Biella ha partecipato ad Oropa alla processione per la Festa della Candelora e alla Missa Majore, la Santa Messa solenne presieduta dal Vescovo di Biella, mons. Gabriele Mana, decorata da canti in lingua sarda, latino e italiano.

Per l’occasione, sono giunti dalla Sardegna “Su Cuncordu Planu de Murtas” di Pozzomaggiore e i suonatori di launeddas Tore Agus, Matteo Muscas e Nicola Diana, per rendere ancora più solenne il rito divino.

All’entrata in chiesa della processione, le note del “Deus ti salvet Maria” hanno accolto fedeli e pellegrini, la nutrita rappresentanza della Comunità sarda di Biella e la Confraternita di Oropa, entrambe con stendardo processionale di Santa Maria e il clero. A fianco del vescovo, il canonico rettore del santuario, don Michele Berchi, i collegiali sardi di Oropa, mons. Salvatore Pompedda e don Salvatore Brughitta.

Nel banco delle autorità, il Consigliere comunale Paolo Robazza in fascia tricolore a rappresentare il Sindaco della Città di Biella, Dino Gentile e la senatrice della Repubblica, Nicoletta Favero.

Durante l’omelia, il vescovo ha ricordato le profonde radici cristiane di cui è ricco testimone il bagaglio culturale religioso della Sardegna, giunto fino a noi anche il canto “a cuncordu”. Un legame antico e profondo con l’Isola grazie all’opera evangelizzatrice di Sant’Eusebio di Vercelli, il protovescovo di origini sarde, inviato nel IV secolo in Piemonte. Dalla sua opera missionaria discende la cristianizzazione della vasta regione subalpina affidatagli da Papa Giulio I, di cui Oropa, non solo per i Biellesi, è una delle perle più belle.

Dopo la benedizione, davanti all’antico sacello eusebiano sono stati intonati i “Gosos”, le Lodi di Oropa, dove Maria è invocata come “Mama de Oropa, consoladora”, consolatrice.

Riportiamo di seguito il video dell’evento.

Documentario: Sardegna – L’arte di un popolo 1952/58

Il documentario allegato qui di seguito, diviso in tre parti, presenta l’arte popolare e la cultura materiale della Sardegna tramite riprese effettuate a cavallo degli anni ’50.

L’ultima parte del documentario contiene anche la documentazione storica di una delle prime Biennali dell’Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano (I.S.O.L.A.).

Il tema di sottofondo è una rassegna di canzoni e musiche tradizionali dell’isola.


Part 1


Part 2


Part 3

Chanson Corse et Sarde: estratto dell’album di Paola et Thierry

I cantautori corsi Paola et Thierry hanno pubblicato il loro primo disco “Per Tè / Po Tui“, un incontro tra le lingue native di Corsica e Sardegna.

Con grande passione hanno composto i 9 brani dell’album in collaborazione con autori provenienti dalle due regioni. Il disco è stato pubblicato nell’agosto 2014 in Corsica e Sardegna.

Pubblichiamo di seguito un video-estratto dell’album.

Maggiori informazioni sulla pagina Facebook ufficiale.