Fondazione Hymnos

La Fondazione Hymnos inaugura la sua sede a Santu Lussurgiu

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Sarà inaugurata sabato prossimo, 8 novembre 2014 alle 10, la sede della Fondazione Hymnos, “Rete territoriale del canto a più voci liturgico, paraliturgico e profano di Santu Lussurgiu”, in via Bonaria.

Fondazione Hymnos
Fondazione Hymnos

La sede di Hymnos è un’antica casa nobiliare, in stile palazzotto cittadino, appartenente alla famiglia Porcu. Donna Caterina fu l’ultima discendente della famiglia che vi abitò stabilmente. Rispettando l’assetto degli esterni e degli interni, scanditi in tre livelli, la casa presenta ancora i solai in tavolato e conserva la tipologia degli infissi interni, le originali ringhiere in ferro battuto e i gradini delle scale in ardesia. La casa ospita nel pianterreno una Biblioteca che sarà dedicata alla filologa romanza e musicologa, Emilie Dahnk Baroffio. Accoglie 12 mila volumi, un fondo di grande valore per gli studi, la ricerca e la documentazioni sulle tradizioni liturgiche e musicali del Mediterraneo e dell’Europa, principalmente riferite al Medio Evo. Sempre nel pianterreno oltre ad una suggestiva Cantina con la volta in pietra, si trova una Sala didattica con 60 poltroncine, destinata a convegni, lezioni, riunioni a fini didattici e formativi. Al primo piano, si trovano le Stanze dei Direttori Scientifici e del Presidente della Fondazione, il Laboratorio infromatico per la conservazione e il restauro digitale dei materiali sonori, mentre in un ampio ambiente, impreziosito da un arco in pietra locale, si trova il Percorso multimediale del canto a cuncordu, curato dal regista Francesco Casu e dall’etnomusicologo Marco Lutzu, costituito da diverse installazioni multimediali.

Gli info point con tecnologia touch screen forniscono notizie storiche sui comuni che fanno parte della Rete Hymnos (Santulussurgiu, Aggius, Aidomaggiore, Bortigali, Bonnanaro, Bosa, Castelsardo, Cuglieri, Galtellì, Ghilarza, Irgoli, Nughedu San Nicolò, Orosei, Scanu Montiferru, Sennariolo), oltre ad informazioni sui protagonisti e le occasione del canto “a cuncordu”, supportate da un apparato fotografico e la possibilità di ascoltare i principali canti legati alla paraliturgia della Settimana Santa e ai contesti profani

Saranno inoltre visionabili diversi documentari di taglio etnografico che raccontano le peculiarità della pratica del canto nei diversi paesi, la vita musicale dei cantori, le occasioni esecutive e le modalità di trasmissione del sapere tra le generazioni. La disponibilità di due poltrone con annesse cuffie e un dispositivo audio permettono di apprezzare con una fruizione comoda e confortevole i diversi generi del canto a cuncordu.

Un’ulteriore installazione permette di ascoltare i principali canti di Santu Lussurgiu in una forma nuova; il visitatore potrà infatti isolare le singole parti musicali, decidendo in qualunque momento quale delle quattro voci (bassu, contra, ‘oghe e contraltu) ascoltare o sovrapporre, immergendosi in una esperienza di ascolto allo stesso tempo utile dal punto di vista didattico e coinvolgente sul piano esperienziale.

Al secondo piano, in un ampio spazio con 80 poltrone e uno riservato con 20 poltroncine, arricchito da immagini della Settimana Santa, si apre la sala convegni, che sarà dedicata a Pietro Sassu, uno dei più importanti etnomusicologi sardi, destinata a convegni, incontri seminariali e workshop.

Il progetto di Rete territoriale nasce nel 2007, grazie ad un finanziamento regionale – legge 26 sulla tutela della cultura e della lingua sarda – è stato realizzato un cofanetto con due CD musicali + Book “Hymnos – Una rete per lo studio del canto a più voci fra oralità e scrittura”. Il volume contiene la presentazione del progetto Hymnos a cura di Emilio Chessa (sindaco di Santulussurgiu) e due saggi a cura di Giampaolo Mele, storico della musica dell’Università di Sassari e Ignazio Macchiarella, etnomusicologo dell’Università di Cagliari.

I due CD contengono le registrazioni dal vivo di 27 brani del repertorio paraliturgico, interpretati da 26 gruppi di cantori, che mettono in luce le diverse pratiche esecutive locali dei 14 comuni della Rete (Santulussurgiu, Aggius, Aidomaggiore, Bortigali, Bonnanaro, Bosa, Castelsardo, Cuglieri, Galtellì, Ghilarza, Irgoli, Nughedu San Nicolò, Orosei, Scanu Montiferru, Sennariolo). Con lo stesso finanziamento si è realizzato il sito web www.hymnos.sardegna.it con un ampio panorama descrittivo dei comuni e dei cantori della Rete.

Nel 2008 la Rete di comuni: Santulussurgiu (capofila), Aidomaggiore, Ghilarza, Sennariolo, Soddì e Tadasuni, partecipa e vince il bando Regionale “CIVIS” Rafforzamento dei centri minori – Rete Hymnos. Con le risorse messe a disposizione dalla Regione il comune di Santulussurgiu ha ristrutturato la casa di donna Caterina, attuale sede della Fondazione; i comuni di Aidomaggiore, Sennariolo e Ghilarza hanno realizzato le sedi locali di Hymnos. Con i fondi del Bando CIVIS destinati alla ricerca è stato realizzato un convegno nazionale sullo Stabat Mater, un’importante acquisizione contestuale – curata da un gruppo di giovani ricercatori dell’Università e del Conservatorio di Cagliari – di rituali della Settimana Santa, dove permane la pratica del canto a cuncordu e una serie di filmati di taglio etnografico sugli usi musicali locali, sui modi di fare musica nei diversi contesti sociali, curati da Marco Lutzu e Ignazio Macchiarella.

Nel 2009 il Comune stipula un’importante convenzione con il Prof. Giacomo Baroffio, uno dei maggiori specialisti al mondo di canto gregoriano e di musica liturgica, e la moglie Anastasia Kim, musicista. Un accordo che prevede la donazione alla Fondazione di un fondo librario di 12 mila volumi, di grande interesse e valore storico, che costituisce la dotazione della biblioteca della Fondazione, e di diversi e pregiati strumenti musicali. L’autore della monumentale opera “Iter Liturgicum Italicum” si è trasferito a Santulussurgiu e assumerà il ruolo di direttore della Biblioteca Hymnos, ubicata nella Sede della Fondazione.

Sempre in funzione del Progetto Hymnos, nel 2010 il comune di Santu Lussurgiu partecipa ad un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù – coinvolgendo nella prima parte del progetto i comuni di Aggius, Bortigali, Bosa, Cuglieri, Irgoli, Nughedu S. Nicolò e Sennariolo, sul tema: Le radici e il futuro del canto a più voci nella tradizione popolare, producendo un documentario-intervista di taglio etnografico sui cantori degli otto comuni, sulla modalità di fare canto e sulla trasmissione del patrimonio musicale alle nuove generazioni, curato da Marco Lutzu e da un gruppo di ricercatori del Conservatorio e dell’Università di Cagliari.

Nascita della fondazione
L’11 agosto 2014 viene firmato, in comune, l’atto costitutivo della Fondazione Hymnos. Questa nuova Istituzione nasce da un’ idea dell’Amministrazione comunale di Santulussurgiu e dei cantori de su Cuncordu ‘e su Rosariu, sostenuta dall’apporto di etnomusicologi e storici della musica. Per il numero e la qualità delle persone coinvolte è sicuramente un evento culturale di grande importanza che travalica i confini sardi; una Fondazione con un’ossatura concettuale molto complessa, sia per le finalità scientifiche, che per la partecipazione di una pluralità di soci molto eterogenea. Si tratta, in realtà, di offrire un luogo giuridicamente definito, per lo studio, la ricerca dei fenomeni musicali e delle pratiche esecutive, ma soprattutto per analisi delle polifonie liturgiche e paraliturgiche con uno sguardo rivolto all’imponente mole di composizioni musicali scritte, attinenti alla vita religiosa.

In particolare, come recita lo statuto:

La Fondazione si articola in due sezioni: una sezione si occupa dei canti a più voci della tradizione orale liturgica, paraliturgica e profana, l’altra sezione della storia delle liturgie e della paleografia musicale medievale.

Seguendo queste due linee di ricerca, la Fondazione si propone di valorizzare, tutelare e conservare, sul piano della ricerca storica ed etnomusicologica, il patrimonio della tradizione musicale liturgica e paraliturgica e il repertorio della tradizione musicale a più voci profana della Sardegna e del bacino del Mediterraneo; nello stesso tempo, si propone di promuovere studi e ricerche sulla storia delle liturgie (riti, repertori musicali e libri liturgici), sul canto gregoriano, sulla musica medievale e rinascimentale e sulla paleografia musicale medievale.

La Fondazione è un evento importante per il mondo della cultura e della ricerca che potrà contare su una nuova Istituzione di partecipazione di diritto privato, per tutelare i beni culturali immateriali.

In questa nuova cornice giuridica i Cantori, le Associazioni Culturali, le Confraternite assumono un compito fondante e determinante, il loro ruolo di “Partecipanti Sostenitori” costituisce un riconoscimento per lo sforzo profuso in tanti anni per tutelare e custodire un patrimonio culturale di altissimo valore, per l’intera Sardegna. Il loro apporto sarà decisivo per disegnare le future azioni della Fondazione, altrettanto decisiva sarà la nomina dei Direttori Scientifici, figure indispensabili per programmare percorsi di studio e di ricerca sulle fonti orali e scritte, legati alla polivocalità religiosa.

Questo ambizioso progetto culturale è sicuramente uno dei più significativi progetti dell’Amministrazione Comunale di Santu Lussurgiu, destinato ad incidere sullo scenario culturale nazionale ed internazionale, grazie anche alla presenza del prof. Baroffio.

Il consiglio di amministrazione della Fondazione Hymnos
Il costituendo Consiglio di Amministrazione ha designato presidente Antonio Bellinzas, un intellettuale lussurgese che ha diretto per decenni il Centro Servizi Culturali di Oristano; vice presidente è stato designato Stefano Putzolu, attuale vice sindaco, mentre i consiglieri saranno: Giuseppina Manca, espressa dalla minoranza consiliare, Nanni Leoni, indicato dall’associazione Su Cuncordu ‘e su Rosariu, Giambattista Ledda espresso dai primi 5 cori, che hanno aderito alla nascente Fondazione Hymnos.

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